Daimler SP250 Roadster – 1961

Daimler SP250


Daimler SP250   – 1961


Marca : Daimler
Modello : SP250
Versione : Roadster
Anno : 1961
Telaio N. : 100523
Motore N. : 96146
Esemplari prodotti : 2.645
Motore : 8 cilindri a V di 90°
Cilindrata : 2.458 cc
Distribuzione : OHV
Valvole Cilindro : 2
Alimentazione : 2 carb. SU
Potenza : 140 CV a 5.800 giri/min
Top speed Km/h : 200


Ultima Vendita: 2015 – Parigi – Artcurial – € 35.760


La Daimler SP250 (conosciuta, non ufficialmente, anche col nome di Dart) è un’autovettura prodotta dalla Daimler Motor Company tra il 1959 ed il 1964.

Alla fine degli anni cinquanta la Daimler è in forte crisi, le sue austere e un po’ funeree (fama alimentata dal fatto di essere spesso oggetto di trasformazione in autofunebre da parte di specialisti inglesi) limousine non incontrano più il gusto dell’aristocratico pubblico di riferimento e occorre una svolta d’immagine. Sotto questi auspici nacque la più atipica delle Daimler, la SP 250 (che avrebbe dovuto chiamarsi Dart, ma il nome era già stato depositato dalla Dodge): una spyder a 2 posti secchi con carrozzeria in vetroresina, spinta da un inedito motore V8 di 2.458 cm³.

Nel quadro di soluzioni tecniche meccaniche piuttosto tradizionali (trazione posteriore, retrotreno ad assale rigido, cambio manuale a 4 marce), spiccano i 4 freni a disco e la costruzione della carrozzeria in materiale plastico composito. Anche il nuovo V8, che forniva la buona (per l’epoca) potenza di 140 cv, aveva un’architettura tutt’altro che rivoluzionaria, con la sua distribuzione ad albero a camme singolo nel basamento e l’alimentazione a 2 carburatori SU. Però, per una di quelle tipiche contraddizioni delle vetture d’oltremanica, era compatto e leggero, perché interamente realizzato in raffinato alluminio. Dove la SP250 è una vera Daimler è però nell’abitacolo, rifinito con cura e lussuoso (plancia, sedili e pannelli porta rivestiti in pelle “pieno fiore” e pavimento ricoperto di lana pregiata) come su nessun’altra spyder inglese.

La Daimler SP250, tuttavia, è penalizzata dalla linea, originale (con muso allungato e parafanghi anteriori a “cresta”) ma poco elegante e non certo rispondente ai canoni estetici assoluti della bellezza. Questo spiega i soli 2645 esemplari costruiti alla fine della produzione (1964).



 

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