Lancia Stratos HF Zero – 1970

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Lancia Stratos HF Zero – 1970


Marca : Lancia
Modello : Strato’s HF Zero
Anno : 1970
Esemplari prodotti : 
Designer : 
Carrozzeria : 
Motore : 4 cilindri a V di 13°
Cilindrata : 1.584 cc
Distribuzione : Dohc
Valvole Cilindro : 2
Aspirazione : 2 carb. Solex C42 DDHF
Potenza : 115 CV a 6.000 giri/min
Top speed Km/h :


Auction Result
2011 – Villa d’Este – RM Sotheby’s – € 761.600


All’inizio degli anni Settanta, la grande rivalità che opponeva la Carrozzeria Bertone alla giunse al culmine. Entrambe le aziende erano apparentemente determinate a qualunque stravaganza pur di dimostrare la propria superiorità creativa. Fu forse la Bertone a dare inizio a quella stagione con la Marzal e con la prima delle supercar a forma di cuneo, la mitica Alfa Romeo Carabo. Anche la neonata scese subito in campo con la Bizzarrini Manta e l’Alfa Romeo Iguana, mentre la Pininfarina replicò appoggiandosi alla collaborazione suggestiva con la e sfoggiando le straordinarie P5, 512S e Modulo. Quest’ultima aveva causato non poco stupore al Salone di Ginevra nel marzo 1970, eppure nulla – nemmeno la strabiliante Modulo – avrebbe potuto preparare i visitatori del Salone di Torino, qualche mese più tardi, a quello che stavano per scoprire allo stand Bertone. La vettura era ufficialmente denominata “Strato’s HF”, anche se Nuccio Bertone aveva inizialmente voluto chiamarla “Stratolimite”, con chiaro riferimento alla conquista dello spazio che catturava l’immaginario collettivo in quegli anni. Dopo qualche tempo, tuttavia, la vettura sarebbe stata conosciuta dai più, semplicemente con il nome che le era stato dato all’interno dell’azienda, la Zero.

Con la Lancia Stratos HF Zero Bertone si spingeva oltre i limiti convenzionali dello stile automobilistico, realizzando una forma che sembrava scolpita in un blocco di metallo pieno e che evocava viaggi e velocità. Il tutto era reso ancor più incredibile dal fatto che la Zero non era un mero esercizio di stile, bensì un prototipo totalmente funzionante. E’ evidente la continuità dello stile tra la Carabo del 1968, la Strato’s del 1970 e il primo prototipo Countach del 1971. I tre progetti segnano tappe successive di una ricerca formale lineare, a tal punto che, guardando i bozzetti preliminari dell’epoca, risulta assai difficile distinguere a quale delle tre vetture ciascuno si riferisca. Se la Carabo fu il primo sasso buttato nel mare e la Countach l’ultimo gradino prima di arrivare alla produzione di serie, la Stratos è una vera e propria scultura su quattro ruote, una dream car che associa concetti di architettura e pura espressione artistica, applicandoli all’oggetto automobile.

Tutto sulla Strato’s era futuristico. Una sottilissima striscia luminosa retro-illuminata da dieci lampade da 55W ciascuna, caratterizzava il frontale, mentre il volume troncato della coda ospitava ben 84 lampadine dietro una fascia rossa che ne percorreva l’intero perimetro. Per segnalare i cambi di direzione, queste stesse luci si illuminavano in sequenza dalla mezzeria verso i lati esterni! La vista da dietro era molto essenziale, disegnata da quel giro di luci che circondava una semplice rete d’aerazione e dominata nella parte inferiore dalle gomme imponenti e dalla scatola cambio, a lato della quale spuntava un doppio terminale di scarico.


Images Courtesy of RM Sotheby’s



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