Ford GT40 Works Prototype Roadster – 1965

Ford GT40 Works Prototype Roadster


Ford GT40 Works Prototype Roadster – 1965


Marca : Ford
Modello : GT4o
Versione : Roadster
Anno : 1965
Telaio N. : GT/111
Esemplari prodotti : 5
Progettista : Lola
Motore : 8 cilindri a V di 90°
Cilindrata : 289 cu. in. – 4.735 cc
Distribuzione : OHV
Valvole Cilindro : 2
Alimentazione : 4 carb. Weber 48IDA
Potenza : 444 CV
Top speed Km/h :


Auction Result
2011 – Villa D’Este – RM Sotheby’s – $ Invenduta


Nel marzo 2013 saranno 50 anni da quando la Ford avviò con grande slancio il programma GT40. La sport coupé a motore centrale, appositamente studiata, è la migliore supercar anglo-americana dell’ultimo secolo, capace di vincere fra il 1966 e il 1969 ben quattro edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans. Nel 1966 solamente, essa conquistò primo, secondo e terzo posto contro la Ferrari in uno dei più memorabili fotofinish nella pur lunga storia delle corse.

Solo la sua genesi è materia di leggenda e argomento di innumerevoli libri e si può riassumere, nel modo più succinto possibile, come la risposta di Henry Ford II alla fallita acquisizione della Ferrari.

A Detroit furono firmati assegni in bianco, assunti i migliori specialisti di tecnica motoristica e di corse, e le Lola furono modificate e preparate per i test. La GT/101, il primo prototipo, fu assemblata nel marzo 1964, in tempo per le prove e l’imminente duello Ford-Ferrari a Le Mans in estate. Reso intrepido dalla mancanza di vittorie, Ford fondò un nuovo gruppo per il 1965 con Carroll Shelby – già un veterano grazie alle sue Cobra – che prese il controllo del programma GT40.

Conquistò una vittoria a Daytona con Ken Miles e Lloyd Ruby sulla GT/103 e un secondo posto a Sebring con Ken Miles e Bruce McLaren con la stessa vettura.

La GT/111

Quattro vetture furono spedite a Le Mans per le prove del 10-11 aprile 1964. La GT/103 e la GT/104 arrivarono da Sebring, mentre la GT/105 e la GT/111, la vettura offerta, arrivarono dalla FAV (Ford Advanced Vehicles) in Inghilterra. La GT/105 era la superstite dei test del 1964, mentre la GT/111 era un roadster nuovo di fabbrica, l’undicesima delle 12 GT40 di pre-produzione. Due altri roadster erano stati spediti a Shelby in America. Tutte le quattro vetture avevano il motore Cobra di 4.735 cc e le due vetture della FAV montavano i primi cambi ZF a cinque marce, che avevano lo scopo di porre rimedio a uno dei preoccupanti problemi della GT40.

Con Surtees in testa, la Ferrari segnò i migliori cinque tempi, ma Attwood sulla FAV coupé GT/105 fu sesto e Bondurant sulla GT/104 settimo. Sir John Whitmore guidò entrambe le vetture della FAV e trovò la GT/105 cinque secondi più veloce della roadster. Quindi Shelby decise di portare la GT/103 e la GT104 a Monza, in Italia, per la 1.000 KM, mentre John Wyer incaricò Whitmore e Bob Bondurant di portare il nuovo roadster GT/111 alla Targa Florio, pensando che l’abitacolo aperto sarebbe risultato più fresco per la maratona siciliana.

La Targa Florio si correva sul Piccolo Circuito delle Madonie, un tracciato stradale di 72 km da percorrere per 10 giri, con una serie continua di curve collegate l’una all’altra. Il clima poteva essere molto caldo e, poiché la roccia predominante sull’isola è il marmo, il manto stradale era molto scivoloso e tagliente come un rasoio. Per questa corsa la GT/111 era stata riverniciata da bianca a un verde lime chiaro e correva con il numero di gara 194. Vettura e piloti sembrarono adattarsi bene alla corsa e la GT/111 arrivò fino alla terza posizione, nonostante viaggiasse con solo sette cilindri. Purtroppo al quinto giro, si staccò un gallettone e Whitmore perse una ruota anteriore. Egli ritrovò la ruota ma non riuscì a ritrovare il gallettone finché un gentile poliziotto minacciò un collezionista di souvenir che, con riluttanza, lo riconsegnò. Bondurant riprese il volante e cominciò a recuperare fino a quando, all’ultimo giro, sbandò a causa del pietrisco sparso da un’altra vettura e urtò un muro, lacerando la stessa ruota anteriore persa in precedenza da Whitmore. Il danno fu minimo ma sufficiente a costringerlo al ritiro.

La GT/111 fu rispedita in Inghilterra e, poiché la produzione della GT40 era già iniziata, l’idea della roadster venne accantonata. Così, nonostante fosse riparabile, la GT/111 languì nel retro dell’officina e fu gradualmente smantellata delle parti riutilizzabili. Poi un giorno, la colonna portante della FAV John Etheridge giunse al lavoro e scoprì che il cortile era stato ripulito e il telaio della GT/111 era stato portato via da un rottamaio. Per più di 40 anni esso fu ritenuto perso per sempre.

La GT/111 – Persa e ritrovata

Della GT/111 nulla si seppe fino al settembre 2006 e la storia oggi appartiene giustamente al suo attuale proprietario, un noto veterano di 20 anni di corse. Al Goodwood Revival, alcuni meccanici della Gelscoe Motorsport Limited, esperti di GT40, stavano lavorando su una GT40 nel paddock quando un passante disse “Anch’io ho una GT40.”

I meccanici continuarono a lavorare e lo spettatore continuò “La nostra ha bisogno di un restauro. L’abbiamo da anni….. E’ in vendita, se vi interessa.” E si scambiarono i numeri di telefono.

Alcuni giorni dopo, delegati della Gelscoe andarono a vedere la vettura in un garage a Stratford nella parte Est di Londra e trovarono la GT/111 appoggiata su un vecchio materasso che la teneva staccata dal pavimento e la proteggeva dalla ruggine. Non aveva il tetto e il parabrezza era stato tagliato via. Capirono subito che era piuttosto diversa dalle vetture di produzione che erano soliti vedere. Tanto per cominciare, tutte le nervature di rinforzo sui parafanghi erano in acciaio perforato, una caratteristica costruttiva che era esclusiva dei 12 prototipi. Si resero subito conto che stavano guardando uno dei roadster, uno dei prototipi.” Così, si misero d’accordo sul prezzo e acquistarono la vettura. A questo punto il proprietario mostrò la targhetta del telaio GT/111…

L’attuale proprietario ricorda che la Gelscoe chiamò un funzionario della FIA che esaminò la vettura “e poi mi telefonò. ‘So che stai cercando una GT40? Ho trovato un progetto di restauro assolutamente unico.’ Così diedi un’occhiata e mi accordai per comprarla a condizione che Ronnie Spain (uno dei più autorevoli esperti della GT40) la esaminasse e la Gelscoe la restaurasse.”

Ronnie Spain fu contattato in Scozia e accettò di esaminare la vettura. Sebbene fosse scettico, portò tutte le sue note e misure dei telai e rimase elettrizzato. Nella sua relazione di tre pagine del dicembre 2006 si notava chiaramente la sua eccitazione, riconoscendo dettagli che provavano l’autenticità della GT/111 e annotando nuovi particolari specifici di questa vettura.

Spain scrisse: “Sfortunatamente gli anni hanno sviluppato in me una forte tendenza allo scetticismo, dovuta a tutte le “scoperte” di presunte GT40 che mi sono state sottoposte, che poi si rivelavano non avere assolutamente niente a che fare con il preteso telaio originale e neppure con qualsiasi altro telaio. Di conseguenza, seppure con tristezza, non mi aspettavo che questa asserzione giungesse ad una conclusione diverse dalle precedenti.

“Invece, al mio arrivo alla Gelscoe e al momento in cui mi fu fatto vedere il telaio in questione, rimasi sbalordito nel constatare immediatamente che stavo guardando un autentico telaio Ford GT40. E poiché era un telaio genuino, e un roadster, non poteva che essere solamente il telaio della GT/111 della Targa Florio, andata persa.”

“Sono estremamente felice che dopo tutto questo tempo, uno dei telai scomparsi della GT40 sia finalmente tornato alla luce e possa ora essere restaurato per riunirsi ai suoi molti fratelli nel circuito delle corse storiche, al quale appartiene; sono grato per avere avuto l’opportunità di esaminarlo e di poterne verificare l’autenticità come GT/111.”

Confermata la provenienza, ebbe inizio il restauro, con lo scopo di avere la GT/111 pronta in tempo per il Goodwood Revival del 2007, appena nove mesi più avanti. La vettura fu restaurata con le specifiche originali, con un motore corretto per il periodo con “non roller rockers”e con il cambio-differenziale ZF con comando esterno. Il restauro è stato eseguito in modo assolutamente corretto con la monoscocca finita in “Raven Blue” (blu corvo), compresi i sedili, nello stesso materiale dei paracadute, che invece erano neri nelle vetture di produzione.

La vettura venne finita nello stesso verde lime chiaro della Targa Florio del 1965. Un completo dossier sul restauro è a disposizione degli interessati.

Comunque, come succede con tutti i restauri, la GT/111 fu completata giusto in tempo per Goodwood. Il proprietario ricorda: “Mi sono seduto nella vettura il giovedì e poi sono andato direttamente a Goodwood. La seconda volta in cui mi sono seduto su di essa è stato per i 20 minuti di prove di qualificazione.”

I problemi iniziali furono risolti, proprio come 40 anni fa, e dal 2007 la GT/111 ha corso la 6 Ore di Spa nel 2007 e 2008 e la Le Mans Classic nel 2008. Il pilota e la macchina hanno trovato il momento di gloria, classificandosi al terzo posto al Trofeo Whitsun a Goodwood nel 2009, al quarto alla 6 Ore di Spa del 2009 e al secondo di classe al Masters Festival a Brands Hatch nel 2010. Altamente competitive, le GT40 sono molto richieste dagli organizzatori del World’s Blue Ribbon Events, e se a questo si aggiunge l’assoluta rarità di questo prototipo roadster il nuovo proprietario potrà essere sicuro che non mancheranno gli inviti per corse.

Dei 12 prototipi costruiti, sette erano coupé e cinque roadster. La GT/111 è uno dei soli quattro roadster esistenti e uno dei tre che ha corso per la squadra ufficiale, cosa che la rende una delle Ford GT40 più rare e desiderabili al mondo. La GT/111 è pronta per le corse e sembra che i suoi più grandi successi siano ancora da venire.



 

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